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Arthur - Esperto Ricambi
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A cosa serve una mietitrebbiatrice?

La mietitrebbiatrice serve principalmente a raccogliere grano, mais orzo, colza o riso e permette di estrarre la granella dai fusti di diverse colture effettuando allo stesso tempo anche il taglio, la separazione, la pulizia della granella e la trinciatura della paglia. p>

Un po’ di storia

La prima mietitrice meccanica venne inventata da un americano nel XIX secolo, seguita pochi anni dopo dal primo modello di mietitrebbiatrice. In precedenza, le operazioni di taglio e di trebbiatura si realizzavano manualmente e separatamente. Nel XX secolo le mietitrebbie arrivano anche in Europa, ma non sono ancora semoventi. p>

Poco a poco le macchine si sono adattate ai diversi terreni e alle diverse colture, le tecniche di recupero delle colture si sono differenziate e anche i i ricambi per mietitrebbia si sono diversificati: sono state sviluppate testate diverse per mais o per girasole, così come sistemi di separazione della granella, che possono essere pneumatici o meccanici. Infine, da una trentina di anni a questa parte, si stanno sviluppando sensori che regolano la velocità di avanzamento della mietitrebbia, la velocità di separazione della granella o che usufruiscono di tecnologie GPS all’avanguardia.

I grandi marchi di mietitrebbie

Tra i grandi costruttori di mietitrebbie troviamo marchi come Fendt, Massey Ferguson, Claas, CASE IH, John Deere, New Holland o Deutz-Fahr, tra i quali Claas resta da anni leader nel mercato.

Gli organi costitutivi di una mietitrebbiatrice odierna

Oggigiorno le mietitrebbie sono macchine agricole automotrici dotate di vari sistemi di regolazione elettronica. p>

Il funzionamento di una mietitrebbia si basa su tre elementi : la testata falciante, la quale effettua il taglio ; il convogliatore, che porta gli steli e la granella al battitore e infine lo scuotipaglia e il trinciapaglia, che effettuano la separazione della granella dai fusti.< p>

Affinché l’insieme degli organi della mietitrebbia funzionino al meglio, l’operatore regola, grazie ai comandi in cabina, l’avanzamento e la velocità degli attrezzi.

Riassumendo:

Una mietitrebbiatrice comprende: - Una barra falciante preceduta da sollevatori (i quali sollevano le colture allettate); - Degli spartitori che permettono di determinare la zona da falciare; - Degli aspi e una vite di alimentazione per indirizzare le spighe verso la barra di taglio e in seguito verso il convogliatore; - Un convogliatore a catene che recupera il raccolto appena falciato e lo indirizza verso il battitore; - Un battitore, ovvero un tamburo rotante il quale, attraverso una frizione con il controbattitore, permette di separare la granella dai fusti; - Degli scuotipaglia i quali portano a termine il processo di separazione avviato dal battitore e recuperano la granella ancora attaccata alla paglia; - Un’impianto di pulizia della granella che sfrutta un sistema di ventilazione associato a dei vagli per asportare le parti più fini e fare in modo che la granella possa essere separata dai gusci e dai resti delle spighe; - Una tramoggia nella quale arriva la granella per poi essere indirizzata verso i rimorchi; - Infine, un trinciapaglia recupera gli scarti e i fusti per sminuzzare la paglia e scaricarla.

Tuttavia, questi elementi possono variare a seconda del tipo di mietitrebbia, il che implica delle differenze nella qualità del raccolto e nel costo del macchinario stesso. Esistono, ad esempio, mietitrebbie dotate di rotori piuttosto che di scuotipaglia, o anche sistemi ibridi che coniugano scuotitori e rotori di separazione, al fine di preservare al meglio la paglia: si tratta di macchinari sempre più diffusi e utilizzati. L’insilatrice è una macchina simile alla mietitrebbia.

Si tratta di una macchina agricola oggigiorno quasi sempre semovente, con caratteristiche tecniche simili a quelle della mietitrebbia. Infatti, l’insilatrice è dotata di una parte anteriore falciante, di un trasportatore orizzontale che indirizza il raccolto verso la parte posteriore della macchina e di un ventilatore che lancia il materiale verso una tramoggia o un rimorchio collocato all’esterno della macchina. Le insilatrici maggiormente utilizzate sono quelle per il mais.

Manutenzione

Le mietitrebbie e le insilatrici vengono utilizzate principalmente in estate, mentre il resto dell’anno sono rimessate e devono essere oggetto di un’accurata manutenzione, senza dimenticare di effettuare anche una manutenzione ordinaria nei momenti di massimo lavoro, come la pulizia dei radiatori o l’ingrassaggio delle parti più utilizzate. Un eventuale lavaggio va inoltre effettuato con acqua corrente e accompagnato da una successiva asciugatura per evitare infiltrazioni d’acqua nelle componenti. Anche i ricambi di usura devono essere controllati e cambiati al bisogno. Non si dimentichi, inoltre, di eliminare la polvere accumulatasi sulla carrozzeria affinché questa non danneggi i pezzi e non rallenti i lavori.

Nota bene: è importante ricordare di procedere alla pulizia delle macchine prima di usarle in un nuovo appezzamento, in quanto in caso contrario si potrebbe favorire la proliferazione di erbe infestanti in un terreno sano ed è consigliabile iniziare i lavori di raccolta partendo dall’appezzamento dotato del terreno più sano.